Home > Africa > Tanzania > Kilimangiaro
Condividi su

Kilimangiaro, la montagna d'Africa

Il maestoso Kilimangiaro visto dagli altipiani della Tanzania   Se pensiamo ad una montagna dell'Africa molto probabilmente ci verrà in mente il Kilimangiaro, un impressionante vulcano attualmente in fase di quiescenza.

   Questa imponente montagna si trova nella Tanzania nord-orientale, a 20 chilometri dal confine col Kenya, ed è di gran lunga l'elevazione massima dell'Africa, coi suoi 5.895 metri, poco meno di 700 metri in più rispetto al Monte Kenya (5.199 m.); si tratta di uno stratovulcano con 3 distinti crateri, Shira e Mawenzi ormai estinti, e Kibo, il quale mostra tuttora deboli segnali di attività (fumarole), ma con l'ultima eruzione significativa risalente a circa 150.000-200.000 anni fa.

   Il Kilimangiaro ha anche un altro primato, quello di montagna singola più alta del Pianeta, visto che tutte le cime che lo precedono fanno parte di catene montuose come l'Himalaya oppure le Ande; la sua base si trova ad un'altitudine di circa 1.000 metri, mentre il punto più elevato si raggiunge nel Picco Uhuru, quasi 5.000 metri più in alto!

   Nonostante sia posizionato a 3°04' di latitudine sud, quindi non molto distante dall'Equatore, tutta la parte superiore è perennemente innevata, con la sommità del vulcano ricoperta dal ghiacciaio di Rebmann, che però si è ritirato di oltre l'82% fra il 1912 ed il 2000 e che rischia di scomparire del tutto nei prossimi anni, anche a causa del riscaldamento globale.

   Nel Kilimangiaro troviamo molti ambienti differenti, in relazione all'altitudine, con conseguenti tipi di clima che variano man mano che si procede verso la cima; alla base, fra i 1.000 ed i 1.800 metri, abbiamo sia zone di boscaglia che aree coltivate a caffè, cereali ed altri prodotti, rimpiazzati in seguito dalla foresta pluviale, che arriva fino ai 2.700 metri e che presenta una gran varietà di flora e specie animali; dai 2.700 metri ai 4.000 metri si passa poi ad una zona di brughiera, con arbusti al posto degli alberi e temperature molto più fresche, mentre nella fascia seguente, fino a circa 5.000 metri, abbiamo una sorta di deserto alpino d'alta quota, che diventa quasi costantemente innevato o ghiacciato nella parte sommitale, dove il clima è di tipo artico.

   I villaggi arrivano fino alla prima fascia, mentre tutta l'area che va dalla foresta pluviale al Picco Uhuru è protetta dal Parco Nazionale del Kilimangiaro, ampio 756 Km² e che dal 1987 fa anche parte dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

   A differenza delle vette himalayane o alpine, raggiungere la cima del Kilimangiaro non richiede particolari abilità tecniche, ma piuttosto molto tempo, visto che è preferibile salire di quota progressivamente, in modo da lasciare che il nostro organismo si adatti alle nuove condizioni; meglio inoltre avventurarsi in questa lunghissima escursione durante la stagione secca, fra giugno ed ottobre oppure fra dicembre e febbraio, sebbene le spedizioni vengano organizzate in qualsiasi periodo dell'anno; l'intero trekking, che è possibile intraprendere su diversi percorsi, andrà da un minimo di 5 giorni a 10-12 giorni, con maggiori possibilità di raggiungere la vetta in quest'ultimo caso, salendo leggermente di quota giorno dopo giorno e con meno chilometri da percorrere in ogni tappa.

   Il Kilimangiaro si può scorgere in giornate di ottima visibilità anche dalla capitale kenyana Nairobi; con un pò di fortuna potrebbe fare da sfondo a fotografie naturalistiche scattate nel vicino Parco Nazionale di Arusha, sempre in Tanzania, permettendo di avere nello stesso scatto uno fra gli animali simbolo dell'Africa (elefanti, giraffe, zebre) e la montagna per eccellenza del continente nero.

   Il nome di questa montagna è molto nota nel nostro Paese, soprattutto perchè dal lontano 1998 va in onda sui canali Rai una trasmissione di documentari di viaggio da tutto il Mondo chiamata proprio Kilimangiaro, trasmessa fino al 2013 col nome "Alle falde del Kilimangiaro".