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   Le cittā e le capitali estreme: Reykjavik (Islanda)

Panorama di Reykjavik   Nel mondo, la capitale pių settentrionale č quella dell'Islanda, Reykjavik, che si trova a 64° 8' di latitudine nord.

   Alcuni le mettono davanti la minuscola cittadina di Nuuk, capoluogo della Groenlandia, di pochi chilometri pių a nord (64° 10'). Ma la Groenlandia non č (ancora) uno Stato, e non ha una capitale, bensė un capoluogo. Perciō, secondo me, non fa testo.

   Ma c'č di pių: da un'attenta lettura della carta geografica, prendendo le esatte distanze dal parallelo 60, si evince che Nuuk č in un luogo pių meridionale della capitale dell'Islanda, circa una quindicina di chilometri. Viene allora il sospetto che i groenlandesi abbiano fatto, come dire, un'operazione di marketing, per attirare curiosi e turisti a Nuuk con questa inesatta definizione di "capitale pių settentrionale al mondo".

   Molte persone che viaggiano, infatti, amano andare nei luoghi che hanno un primato. Ad esempio, tutta l'Islanda si trova per pochissimo a sud del Circolo Polare Artico, ed in un suo punto orientale a soli 3 chilometri. Perō esiste una piccola isola, chiamata Grėmsey, situata al largo della costa settentrionale dell'Islanda e facente parte dello Stato, che viene tagliata da questo caratteristico parallelo. Ebbene, vi sono decine di turisti che prendono un piccolo aereo di linea - il volo dura venticinque minuti - atterrano nel minuscolo aeroporto di Grimsey, e a piedi raggiungono, nel nord della spoglia e inospitale isoletta, il cartello che segna il parallelo 66° 33'! L'isolotto č lungo quattro chilometri e largo appena due. E l'operazione, credetemi, costa parecchio. E solo per poter dire "Sono stato al Circolo Polare!". Comunque, popolatissime e rumorosissime colonie di uccelli, in genere rondini di mare e pulcinelle di mare, ripagano della spesa e della fatica.

   Molti di loro, credo, sono convinti che sull'isola dell'Islanda si possa arrivare al Circolo Polare. Programmano, nella loro visita, anche la tappa al Circolo. Poi, visto che questo parallelo significativo non attraversa il territorio dell'isola, si spingono fino a Grimsey.

   Reykjavėk č una cittā di 121.000 abitanti, un po' pių di un terzo di tutta la popolazione della repubblica. Quasi tutte le altre localitā abitate si trovano sulla costa, dove d'inverno la temperatura č pių accettabile, anche per il passaggio della Corrente del Golfo. Nella capitale islandese la temperatura media č di 0° a Gennaio e 12° a Luglio.

   La maggiore cittā islandese appare come un insieme di abitazioni moderne e piuttosto basse, con i tetti colorati a varie e vivaci tinte; i pių recenti quartieri, attorno al piccolo centro storico, hanno un carattere impersonale e asettico, che lascia freddo l'osservatore.

   Fra i pochi edifici imponenti, che attirano l'attenzione del visitatore, si puō annoverare la luccicante cupola trasparente che ricopre i grandi serbatori di acqua calda termale, che viene distribuita alle abitazioni circostanti. In cima alla cupola un ristorante girevole, "La Perla", permette di osservare la cittā dall'alto, mentre si gustano i prodotti dei pescosissimi mari attorno all'isola.

   Spicca sul panorama della capitale nordica una moderna e solenne chiesa, la Hallgrimskirkja, che si eleva a 75 metri dal suolo, e che costituisce il pių alto edificio della Nazione. Dalla cima del campanile si gode un magnifico panorama della cittā, sulla baia e sulle lontane montagne, quasi sempre innevate.

   La cittā ospita alcuni edifici centenari: palazzine dell'Ottocento (qualcuna del Settecento) che vengono considerate come importanti testimoni del passato, tenuto conto della recente evoluzione dello Stato e della sua capitale.

   Fino al 1840 le sedute dell'Althing, lo storico parlamento islandese, venivano tenute nella pianura di Thingvellir, a circa 60 chilometri dalla cittā. Il nuovo re danese, Cristiano VIII (l'Islanda allora dipendeva dalla Danimarca) stabilė che le sedute avvenissero a Reykjavėk, che di lė a poco divenne ufficialmente la capitale.

   All'inizio dell'Ottocento Reykjavėk aveva solo circa 300 abitanti; cento anni dopo erano saliti a 5.000. Soltanto dopo la conclusione della Seconda guerra mondiale, agli inizi dell'indipendenza islandese, la popolazione iniziō a crescere velocemente, per raggiungere alla fine del secolo XX la cifra di centomila abitanti.

   Il nome della capitale islandese č dovuto ai vapori delle sorgenti termali che i naviganti osservavano, al loro approssimarsi alla costa; Reykjavėk significa infatti "Baia dei fumi".

   Questa circostanza č stata, a settembre 2009, ricordata nel corso del quiz 'Chi vuol essere milionario?', condotto da Gerry Scotti. Si chiedeva alla bella concorrente, per 150.000 €, cosa significasse la parola Vik, che era la radice del termine "vichinghi". Fra le quattro opzioni, la risposta "baia". La concorrente, senza pių aiuti, ha esitato a lungo, e poi si č ritirata; ma Scotti l'ha quasi rimproverata: "Dovevi pensare alla cittā di Reykjavik, lė trovi il suffisso vik, che significa baia. Non potevano essere le altre tre opzioni...!".

   Le moderne case della cittadina si trovano accanto ad un laghetto, attraversato a metā da un ponte. Nel laghetto, chiamato Tjörn, albergano diverse decine di colonie di uccelli acquatici, fra cui i soliti: cigni e anatre.

   Su di una piccola e modesta piazza dal nome di Austurvöllur ("campo ad est") si affaccia il palazzotto del Governo, con le pareti scure basaltiche e gli infissi bianchi. Da lė, ogni 17 giugno (festa dell'Indipendenza), esce un corteo di dignitari, fra cui tutto il piccolo Corpo diplomatico, e alla fine chiude il corteo il presidente della Repubblica. Nei giardini della piazzetta si svolge allora una cerimonia, con canti e inni, la deposizione di una corona di alloro al monumento di un personaggio che, nel secolo XIX, si attivō vigorosamente per l'indipendenza dell'isola, Jón Sigurdsson, e poi si ascolta un discorso rievocativo del Primo Ministro. Il capo dello Stato assiste ma non prende la parola.

   Io personalmente ho visto nel 1995 questa simpatica cerimonia, sotto una leggera pioggerella.

   Diversi musei possono essere visitati nella piccola capitale; di essi qualcuno si trova all'aperto, come l'esposizione di sculture dell'artista Asmundur Sveinsson, o la ricostruzione di antiche case rurali islandesi, con tipica chiesetta dal tetto ricoperto di zolle erbose, nel parco di Arbæjarsafn.

   A Reykjavėk si svolse, nel 1986, l'incontro al vertice fra il presidente americano Reagan e il segretario del PCUS Gorbaciov.

   E anche un famosa partita a scacchi fra Fischer e Spasskij, nel 1972, conclusasi con la vittoria dell'americano.

   La vita a Reykjavėk, come in tutta l'isola, č piuttosto cara. Gli alberghi fanno pagare parecchio le camere, e al ristorante ci si vede presentare conti "astronomici"; il Bed and Breakfast č la migliore soluzione.

   La repubblica importa quasi tutto, e perciō i prezzi sono cosė elevati.

   Reykjavėk č collegata giornalmente con New York, con cinque ore di volo. Gli aerei partono dal vicino aeroporto internazionale di Keflavik; voli quotidiani avvengono anche con Londra e qualche altra cittā europea.

   Occorre ribadire che l'Islanda č uno Stato europeo, poiché frequentemente si fa confusione su questa sua caratteristica. E anzi spesso l'isola non appare, per errore, nelle cartine del nostro continente, nelle schede di giornali e riviste, o su Internet, nelle rubriche in cui si parla di dati socio-economici o politici dell'Europa; mentre č visibile piuttosto chiaramente sulle banconote in €.

   L'Islanda non ha ancora chiesto di entrare a far parte dell'Unione Europea, anche se, dopo la gravissima crisi economica della fine del 2008, vi sono ora segni in questa direzione.

   Il presidente della Repubblica, Olafur Ragnar Grimsson, abita in una villetta su di una collina nei dintorni di Reykjavėk; prima di lui č stata per ben quattro volte capo dello Stato la signora Vigdis Finnbogadottir, dal 1980 al 1996. Molto popolare e amata dai cittadini, č stata una delle prime donne presidente del mondo, preceduta solo dalla moglie di Juan Domingo Peron, in Argentina, Isabelita.

   Reykjavėk puō essere la base per brevi gite e escursioni in posti piuttosto vicini.

   La Laguna Blu, vicino all'aeroporto intercontinentale, č un laghetto di acque termali, tiepide e celesti, che fuoriescono dal sottosuolo, e da cui si elevano vapori biancastri. Č piacevole fare un bagno, anche in pieno inverno, e le acque sono indicate per la cura di numerose malattie della pelle.

   La cascata Gullfoss, "Cascata d'Oro", una delle meraviglie islandesi, si trova ad un'ora o poco pių di auto dalla cittā. In pių, spostandosi per pochi chilometri, si possono ammirare i geysir, fra cui lo Strokkur, che lancia verso l'alto le colonne di acqua calda e vapore quasi esattamente ogni cinque minuti. Geysir č la localitā dove sorgono questi "vulcani di acqua", e si pronuncia gheisir, e non gaiser, come abitualmente si fa.

   Un po' pių distanti la suggestiva Skogafoss, cascata a tenda, che precipita fra rocce scure e verdi colline, a pochissima distanza dal mare; e la spiagga di sabbia nerissima di Vik (ancora questo termine...), nel punto pių meridionale dell'isola.
 

Vito La Colla




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