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   Le città e le capitali estreme: Ushuaia (Argentina)

   54° 50' è la latitudine dell'abitato di Ushuaia, la città più a sud nella Terra. Non moltissimo, se paragonata alle latitudini della Norvegia settentrionale, ben al di là del 70° parallelo. Ma ciò è dovuto al fatto che l'America Meridionale si spinge solo fino a quelle aree, e ancora più a sud non vi sono terre emerse importanti, e perciò abitate.

   Le basi in Antartide non vengono ovviamente considerate, sia per la loro molto esigua popolazione - non si tratta di "città" - sia perché non sono centri abitati, come comunemente li intendiamo, ma solo luoghi, basi dove si riuniscono scienziati e militari, per studiare o per utilizzare quelle selvagge e isolatissime plaghe. D'altronde l'elemento umano ivi presente è mutevole: cambia in pochi mesi, e perciò non è un agglomerato abitato tradizionale, ma solo un "punto di insediamento provvisorio".

   Ushuaia si trova sul canale di Beagle, strettissimo passaggio che unisce l'Atlantico al Pacifico. In mezzo ad un panorama mozzafiato, fatto di aguzzi picchi montagnosi, ghiacciai perenni, acque tumultuose, e la luce solare sempre scarsa d'inverno (a giugno). Da non confondere con lo Stretto di Magellano, molto più lungo, circa 300 km, scoperto e attraversato per la prima volta dall'omonimo navigatore portoghese. Lo Stretto si trova alquanto più a nord di Beagle, ed è largo e tortuoso.

   È certamente un luogo incontaminato, ai limiti effettivi delle zone abitabili in questa parte del mondo, l'emisfero australe, dove c'è estrema scarsità di terre emerse, a differenza delle zone artiche del pianeta.

   Nella cartina allegata, solo "politica" e con pochi dati geografici, si possono notare diverse cose singolari.

   Innanzitutto il Canale di Beagle, su cui si affaccia Ushuaia, che alla vista del visitatore si presenta come stretto e incassato fra alte montagne. Poi la Baia Inutile (Bahìa Inùtil), curioso e scherzoso nome affibbiato ad un luogo forse difficilmente accessibile, o senza interesse per mancanza di approdi.

   Le grandi isole che si trovano a sud della città più australe sono dalle forme frastagliate e bizzarre. Numerosi isolotti fanno loro corona. Il confine fra i due grandi Stati del sud dell'America australe, l'Argentina e il Cile, corre in direzione sud per ben 240 km. lungo un meridiano, il 68° 42' ovest, per poi piegare ad est ad angolo retto e dividere a metà, lungo la mezzeria, il Canale davanti a Ushuaia.

   Il confine sud-nord attraversa una zona completamente disabitata e impervia, e divide in due la grande isola intitolata alla Terra del Fuoco.

   L'abitato di Ushuaia si trova così circondato da vicino e da due lati dal territorio cileno; la vicinissima sponda opposta del Canale di Beagle appartiene al Cile. Questo confine così bizzarro, che divide la parte argentina dell'Isola Grande della Terra del Fuoco dal resto del territorio di questo Paese, fa pensare a controversie territoriali dei secoli passati, quando il Cile pressava per avere dei porti anche sull'Atlantico. Infatti la parte della costa nord della Baia di Posesión appartiene, lungo un'esile striscia, al Cile. Così facendo, tutte le acque della Baia sono sotto la sua sovranità.

   In pratica, con questa attribuzione al Cile della striscia a nord della Baia di Posesión, si ottiene che tutto lo Stretto di Magellano, lungo ben 300 km, sia di pertinenza del Cile.

   Nella cartina si può anche notare un'altra curiosità. Il famigerato Capo Horn, che le navi hanno sempre temuto per le forti correnti che incontrano mentre lo stanno doppiando, si trova su di un'isoletta, l'Isla de Hornos. Ma vicino, un po' più ad ovest, si incontra il "Falso Cabo de Hornos", situato sulla punta meridionale della Penisola Hardy, sull'Isola Hoste. Probabilmente errati calcoli geografici dei secoli passati avevano in un primo tempo attribuito a questo promontorio il primato di punto più a sud delle Americhe. Dopo l'individuazione dell'esatto capo meridionale, sull'isoletta Hornos, è rimasta l'etichetta errata, questa volta preceduta dal correttivo dell'aggetivo "falso"!

   Il Capo Horn sfiora da nord per pochissimo - circa un chilometro - il 56° parallelo. Che nell'opposto emisfero è la latitudine di Glasgow, Copenaghen e Mosca.

   Si ripete così il caso dell'Islanda, che sfiora da sud il Circolo Polare Artico.

   Il nome di Horn, dato all'isoletta più australe, non è stato attribuito per la forma dell'isola, o del promontorio (horn = corno, in inglese) ma dalla cittadina natale dell'esploratore olandese Schouten, che doppiò per primo nel 1615 questo punto così significativo e pericoloso. La località olandese si chiama Hoorn.

   Il nome spagnolo dato sia al Capo Horn che al Falso Capo Horn è "de Hornos"; che non significa corni, bensì forni.

Vito La Colla




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