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   Brasilia, la capitale sorta dal nulla

    Testo: Raul Montoleone - Video: Vito La Colla

Brasilia agli albori   Se vi foste recati in quello che è l'attuale Distretto Federale del Brasile agli inizi degli anni cinquanta, non avreste trovato altro che boschi e praterie ed una presenza umana alquanto limitata; pochissimi anni dopo il panorama sarebbe cambiato radicalmente.

   La prima idea di centralizzare la capitale del Brasile si deve al cartografo italiano Francesco Tosi Colombina (Trattato di Madrid del 1750), mentre è nel 1822 che viene fatto per la prima volta il nome di Brasilia; bisogna aspettare poi il 1891, anno della prima costituzione della Repubblica Brasiliana, per vedere ufficialmente designata un'area dove costruire da zero una nuova capitale.

   Oltre 60 anni dopo il neo-presidente Juscelino Kubitschek diede seguito ai propositi 'cartacei', avviando la costruzione vera e propria di questa nuova città e del relativo Distretto Federale, fra il 1956 ed il 1960, quando Brasilia assunse il ruolo di capitale, sotrraendolo a Rio de Janeiro il 21 Aprile, che coincide con la data ufficiale di fondazione della città.

   Nel censimento di quello stesso anno Brasilia contava una popolazione di 142.000 abitanti, destinati quasi a quadruplicarsi nel giro di 10 anni, visto che nel successivo censimento del 1970 aveva già superato il mezzo milione di persone (546.000 per la precisione), numero per il quale era stata pensata a tavolino la città e che si pensava potesse essere raggiunto alla fine del secolo, non certo così rapidamente.

   Il tasso di crescita continuò a mantenersi molto elevato anche nel periodo successivo, tanto che nel 1980 si era arrivati a 1.203.000 persone e poco prima del 2000 la popolazione aveva superato i 2 milioni, cifra quattro volte superiore alle stime iniziali previste.

Brasilia ai giorni nostri   L'aumento di popolazione prosegue tuttora ed al compimento dei suoi 50 anni Brasilia contava 2.570.000 abitanti, con le stime del 2015 che parlano di 2.850.000 abitanti per quanto riguarda la città vera e propria e 4.120.000 abitanti considerandone tutto l'agglomerato urbano; questo ritmo ha portato la capitale del Brasile ad essere la quarta città del Paese dopo São Paulo, Rio de Janeiro e Salvador, che sarà probabilmente superata già nel prossimo censimento.

   La zona scelta per la costruzione della nuova capitale si trovava nella parte centro-orientale dello Stato di Goiás, nel Planalto Central, a poco meno di 1.200 metri d'altezza; la sua posizione, come d'intento del Governo, è piuttosto centrale nell'ambito del Paese, inoltre Brasilia è distante fra i 1.000 ed i 1.200 chilometri dalle altre tre maggiori città brasiliane citate in precedenza.

   La pianificazione della città venne affidata all'architetto Lúcio Costa, mentre il suo collega Oscar Niemeyer progettò la maggior parte degli edifici pubblici; il vastissimo territorio a disposizione (5.802 Km², quasi quattrocento chilometri quadrati in più di tutta la Liguria) e l'assenza di grossi ostacoli naturali permisero di edificare Brasilia come pensato in sede di progettazione, sulla base della separazione delle varie funzioni in distretti costruiti in ampi spazi naturali, collegati fra loro da grandi arterie di collegamento, che si intersecano ad angolo retto.

   Nei primissimi anni di Brasilia vennero costruiti gli edifici principali, l'aeroporto, un'area agricola che doveva provvedere al sostentamento della città ed il lago artificiale Paranoá, nato in seguito alla costruzione di una diga per alimentare la centrale idroelettrica necessaria allo sviluppo economico futuro.

   Già a partire dall'inizio della costruzione di Brasilia nacquerò anche le prime città satellite, come Ceilândia o Taguatinga, distanti decine di chilometri dal centro del Distretto Federale; una volta terminata la prima fase, con lo scioglimento del pool di architetti e la fine del mandato del presidente Kubitschek, vennero però a galla le prime difficoltà, che si scontravano con l'idealismo urbanistico, come la mancanza di un'unione ed un'identità comune dei suoi abitanti, provenienti da varie zone del Brasile, la notevole distanza da altre città per l'approvvigionamento alimentare, che favori l'inflazione e non ultimo il sovrappopolamento, che portò ad uno sviluppo successivo della città più disordinato e che non rientrava nelle linee guida impostate da Costa e Niemeyer.

   Brasilia fa parte dal 1987 del Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO, come espressione dell'urbanismo moderno del XX secolo, sia per gli spazi urbani, che per alcuni edifici che al tempo della loro costruzione risultavano all'avanguardia e vennero in seguito presi d'esempio da altri architetti ed urbanisti.

   Anche altre Nazioni hanno pianificato le loro nuove capitali da zero o quasi, a partire dagli Stati Uniti d'America con Washington ed il District of Columbia, con lo stesso schema amministrativo brasiliano, passando per l'Australia (Canberra) ed il Pakistan con Islamabad, città fondata nello stesso anno di Brasilia, oppure più di recente Naypyidaw in Myanmar, nata pochi anni fa (2002) per subentrare a Yangon, troppo vicina alla costa secondo il regime militare al potere in quel periodo.

    Video

Uno sguardo su Brasilia e le sue geometrie, durante un viaggio nel 2005.



 




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