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   Tristan Da Cunha, inferno o paradiso?

Tristan da Cunha, foto di Brian Gratwicke
Foto di Brian Gratwicke

   Nel sito di presentazione viene descritta come l'isola più remota del mondo e forse tale asserzione corrisponde al vero: situata a 37.08° sud e a 12.28° ovest, Tristan da Cunha dista 2.400 Km da Città del Capo (ad est) e 1.900 Km da Sant'Elena (a nord), dalla quale dipende amministrativamente.

   Per tale ragione, torniamo ad occuparci di un'isola a noi lontana, ubicata nel centro dell'Atlantico.

   Tristan da Cunha, unitamente a Gough, Inaccessible e Nigthingale è Territorio d'Oltremare del Regno Unito, sotto l'autorità di Sant'Elena.

   L'isola ha una superficie di 78 Km² ed è di forma circolare, tipicamente vulcanica, conta oggi 300 abitanti, la cui storia è legata alla permanenza di Napoleone sulla "vicina" Sant'Elena. Scoperta nel 1506 dall'omonimo navigatore portoghese, dopo l'annessione all'Inghilterra nel 1816 Tristan venne colonizzata da ufficiali britannici, ai quali si aggiunsero nei decenni successivi alcuni americani, olandesi, mulatti di Sant'Elena e dell'Africa Australe e... italiani.

   Si, perché nel 1892 due marinai di Camogli naufraghi del Brigantino Italia infrantosi sulle scogliere dell'Isola decisero, in segno di gratitudine per lo scampato pericolo, di stabilirsi a Tristan da Cunha, formando due famiglie che ancora oggi portano il loro nome: Lavarello e Repetto.

   Qui l'Utopia di Tommaso Moro è una realtà: la popolazione vive in totale armonia e sia il crimine che la disoccupazione sono perfettamente sconosciuti; in caso di ritardo nelle consegne di viveri, assicurati periodicamente da una nave che fa servizio dalla Madrepatria inglese a Tristan, passando per Ascensione e Sant'Elena, se il raccolto di patate o di altri ortaggi per alcune famiglie è scarso, la comunità provvede a ripartire equamente l'eventuale surplus di altri coltivatori, mentre solo dal 1999 è stata introdotta la proprietà privata.

   La locale fabbrica di inscatolamento degli astici costituisce una risorsa importante per l'occupazione a Tristan e l'allevamento di pecore e capre fornisce alla comunità il fabbisogno di carne e lana.

   Ma una società così perfetta, purtroppo viene periodicamente funestata da eventi catastrofici, che tuttavia non hanno mai minato la resistenza degli islanders, tuttora determinati a rimanere nel loro paradiso. Nel 1961 una drammatica eruzione del vulcano (alto più di 2.000 mt) costrinse gli abitanti ad una forzata evacuazione, dapprima in Sudafrica e successivamente, in seguito alle proteste degli islanders, insofferenti verso la politica di Apartheid attuata allora in quel Paese, nella madrepatria Inghilterra.

   Già nel 1963 tutta la popolazione aveva fatto ritorno a Tristan, senza alcun desiderio di cedere alle lusinghe della civiltà.

   Ma il 23 maggio 2001, un tremendo uragano distrugge una parte consistente dell'isola, rendendo inutilizzabile l'ospedale (denominato "Camogli Hospital") e distruggendo sia il raccolto annuale di patate che le sementi giacenti nei magazzini.

   Per questo motivo, voglio segnalarvi inizialmente un sito italiano, che si occupa di inviare aiuti agli abitanti di Tristan da Cunha; si tratta di una sezione del sito di Camogli, interamente dedicata all'Isola atlantica, in omaggio al legame indissolubile che la lega al centro ligure; l'indirizzo è www.camogli.it/tristan/, dove è possibile trovare tutti i dettagli, compreso il n° di C/C postale dove inviare gli aiuti.

Ma il sito più completo, interamente dedicato all'isola è www.tristandc.com; in una sezione apposita è possibile conoscere le date delle partenze della nave che fa servizio regolare dalla Gran Bretagna a Sant'Elena, Ascensione e Tristan, con tanto di tariffe e di modalità di prenotazione, come chiedeva nel forum di Globalgeografia un utente interessato a compiere tale traversata. Il sito è il lingua inglese, ma utilizzando un traduttore automatico disponibile su alcuni motori di ricerca, è possibile superare ogni difficoltà.

   Molte fotografie, incluse quelle storiche, si possono trovare su www.sthelena.se/tristan/index.htm.

   Vorrei concludere segnalando questa volta un libro molto interessante dedicato a Tristan da Cunha: è stato scritto da due persone che hanno vissuto per circa tre mesi sull'isola, per raccontarci come si vive in un paradiso così particolare.

Anna Lajolo - Giulio Lombardi
L'isola in capo al mondo
Nuova Eri, 157 pagine


 

Ermanno Sommariva




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